http://www.serena.unina.it/index.php/bornh/issue/feed BORNH Bulletin of Regional Natural History 2023-01-27T19:12:54+00:00 Antonino Pollio antonino.pollio@unina.it Open Journal Systems <h1 style="text-align: center;"><strong>SOCIETA' DEI NATURALISTI IN NAPOLI</strong></h1> <p><strong><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="/public/site/images/raf101/2.jpg" width="690" height="459"></strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>Bulletin of Regional Natural History (BORNH),</strong>&nbsp;formerly Bollettino della Società dei Naturalisti in Napoli, is an Italian on-line journal that promote in-depth studies in Natural Sciences at local and regional scale, to create management tools and spatial planning for conservation of diversity, in connections with other geographical areas and archives of biodiversity.<br><br><strong>BORNH</strong>&nbsp;seeks to publish of research articles, review articles, commentaries, check lists, technical papers on methodological innovations or improvements, as well as on the practical application of these resources towards the development of effective conservation policy and practice.<br><br><strong>BORNH</strong>&nbsp;publishes local and regional territory studies in all branches of Natural Sciences dealing with diversity, ecology and evolution of ecosystem: zoology, geology, mineralogy, ecology, paleontology, botany, systematics and phylogenetics, terrestrial and aquatic ecology and behaviour, parasitology, palaeontology, geomorfology, developmental biology, conservation biology, chemistry, applied studies.&nbsp;<br><br>Incoming manuscripts are initially evaluated by the Editor in Chief. If the manuscript is acceptable as corresponding to the scope of the journal and representing a major contribution deserving publication in an international journal, it will be forwarded to reviewers for evaluation. After the approval of the final version by the editorial board, the manuscript will be accepted for publication.&nbsp;<br><br>The editor reserves the right to make editorial changes. Authors agree, with the acceptance of the manuscript, that the copyright is transferred to the publisher. Manuscripts, proofs, reviews and other correspondence concerning editorial matters should be addressed to the Editorial Office</p> <h1 style="text-align: center;">Breve Storia della Società dei Naturalisti in Napoli</h1> <p style="text-align: justify;"><br>Nel 1881 la Facoltà di Scienze naturali, Chimica e Fisica dell’Università di Napoli contava soltanto 11 studenti. Si trattava però di ragazzi estremamente attivi e determinati, che si risolsero, su suggerimento ed aiuto di Salvatore Trinchese, loro professore di Anatomia Comparata, a fondare il Circolo degli Aspiranti Naturalisti. Il nome era un chiaro riferimento all’Accademia degli Aspiranti Naturalisti, fondata a Napoli nel 1841 da Oronzo Gabriele Costa, e poi sciolta nel 1849 per ragioni politiche. Il Circolo degli Aspiranti Naturalisti vide la sua nascita nei locali dell’Università di Napoli nel novembre del 1881, e gli undici studenti che coraggiosamente ne gettarono le fondamenta erano: Antonio Cabella, Alfonso Castriota Scanderberg, Tommaso Curatolo, Aurelio De Gasperis, Ludovico De Paola, Michele Geremicca, Giuseppe Jatta, Ugo Milone, Alfonso Montefusco, Pellegrino Severino ed Ulrico Siniscalchi. Il loro scopo era quello di superare le difficoltà in cui versava l’insegnamento delle Scienze Naturali. Le scarsità di strumenti scientifici nei laboratori, e di riviste scientifiche indispensabili per la loro preparazione culturale, unita all’inaccessibilità delle Accademie, allora esclusivi luoghi ai quali solo alcuni maestri potevano accedere, li spinsero ad organizzarsi: “riunirsi, manifestare le proprie idee con conversazioni critiche, tenere conferenze con dimostrazioni pratiche; raccogliere il frutto delle proprie ricerche, dei propri studi, dei vari convegni in un giornale che fosse la squilla della Nuova Italia risorta, ecco il nobile scopo, ecco la grande fatica degli undici giovani” (dalla relazione di Giuseppe Zirpolo sull’attività della Società nel 50° anniversario della Sua Fondazione. Bollettino della Società dei Naturalisti, 1932, vol. XLIV). Il nucleo fondatore del Circolo negli anni successivi cominciò ad svolgere una fruttuosa attività. Si aggiunsero nuovi soci, si stabilirono obiettivi da raggiungere, e nel 1885 nacque la Rivista Italiana di Scienze Naturali, con la prima nota a cura del professor Salvatore Trinchese, mentore della Rivista, come della Società nascente. Nel 1887 il Circolo si denominò Società dei Naturalisti in Napoli e anche il giornale cambiò nome, diventando il Bollettino della Società dei Naturalisti. In occasione del Cinquantenario della Società (1932) il vice segretario Arturo Palombi stimò che l’attività di ricerca del Bollettino avesse portato alla redazione di circa 900 lavori, in campi che spaziavano dalla fisica alla chimica ed alle numerose branche delle Scienze Naturali, con contributi di rilevanza internazionale. Il Bollettino sin dai suoi primi numeri veniva scambiato con le riviste edite dalle più importanti Accademie scientifiche del tempo, e questo contribuì da una lato ad una sua capillare diffusione su scala mondiale, e da un altro all’acquisizione di un elevato numero di periodici internazionali, che andarono a costituire il corpus fondamentale della biblioteca della Società dei Naturalisti. Per quanto riguarda le sede, la Società ebbe un periodo lungo di instabilità. Per circa trenta anni vennero messi a disposizione differenti locali nel centro storico della città, con continue peregrinazioni da un posto all’altro. Solo nel 1920 grazie all’attivo interessamento di alcuni dei soci, quali Maria Bakunin, Ferruccio Zambonini, Francesco Saverio Monticelli, il rettore dell’Università di Napoli professore Pasquale Del Pezzo concesse gli attuali locali di via Mezzocannone 8, che diventarono la sede definitiva della Società.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> http://www.serena.unina.it/index.php/bornh/article/view/9698 Analysis of the microtheriofauna of the Alta Murgia National Park (Apulia) 2023-01-24T11:52:18+00:00 Luca Schepisi lucaschepisi1@gmail.com Lorenzo Gaudiano lnzgdn@gmail.com Giovanni Scillitani giovanni.scillitani@uniba.it Lorenzo Pucciarelli l.pucciarelli87@gmail.com Valentina Lastella valentinateresalast@libero.it <p>Questo studio presenta i primi dati sulla comunità di&nbsp;micromammiferi presenti nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia&nbsp;(Puglia, Italia) analizzando borre di diverse specie di rapaci.&nbsp;Sono state analizzate in totale 300 borre: 131 di Barbagianni,<br>Tyto alba, 5 di Gufo comune, Asio otus, 94 di Gheppio, Falcotinnunculus e 70 di Civetta, Athene noctua. L'analisi delle borre ha consentito di determinare&nbsp;1039 individui di micromammiferi appartenenti a 8 specie. L'arvicola di Savi, Microtus savii è<br>risultata la specie più frequente. Di particolare interesse è stato il ritrovamento di un esemplare&nbsp;di arvicola d’acqua italiana, Arvicola italicus. È stata riscontrata una correlazione tra la frequenza&nbsp;di presenza di M. savii e Suncus etruscus e l'indice di diversità del paesaggio (numero di Hill).</p> 2022-12-27T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.serena.unina.it/index.php/bornh/article/view/9709 The effect of hydrogeomorphological disturbances on the macroinvertebrate communities in two Mediterranean watersheds with different land management criteria 2022-12-29T19:10:23+00:00 Anna Corapi anna.corapi@unical.it Luana Gallo luana.gallo@unical.it Lucio Lucadamo lucio.lucadamo@unical.it <p>Un campionamento di macroinvertebrati è stato effettuato tra&nbsp;maggio 2009 e giugno 2010 in due bacini idrografici della&nbsp;Calabria (Sud Italia), il fiume Trionto (costa ionica) e il fiume&nbsp;Savuto (costa tirrenica). I risultati hanno dimostrato che lo<br>sviluppo di piogge eccezionali, insieme alla compromissione&nbsp;dei versanti a causa del disboscamento e degli incendi diffusi,&nbsp;hanno promosso nel bacino del Trionto una forte alterazione&nbsp;idrogeomorfologica che ha avuto effetti duraturi sulle comunità di macroinvertebrati. Il fiume&nbsp;Savuto, invece, è risultato maggiormente interessato, a monte, da una regimentazione&nbsp;permanente delle acque, mentre una gestione più sostenibile del territorio ha preservato il<br>corso d’acqua da gravi impatti dovuti alle piogge invernali.</p> 2022-12-29T15:38:09+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.serena.unina.it/index.php/bornh/article/view/9726 Winter roosts of great cormorant Phalacrocorax carbo sinensis in Campania region: distribution and multiyear analysis of the population, from 1998 to 2022 2023-01-24T12:10:41+00:00 Maurizio Fraissinet mfraissinet@tiscali.it Leandro Buongiovanni leandro.buongiovanni@gmail.com Beatrice Bigu bigubeatrice@gmail.com Marcello Bruschini marcibrus@gmail.com Camillo Campolongo c.campolongo@alice.it Anna Digilio annadigilio@gmail.com Lucio Dinacci lucio.dinacci@giustizia.it Bruno Dovere brunodovere@alice.it Diego Errigo diegostrat@gmal.com Elio Esse elioesse58@gmail.com Giuseppe Farace gifarace@tin.it Stefano Giustino stefanogiustino@tiscali.it Claudio Labriola clido@livenet.it Remigio Lenza r.lenza@wwf.it Patrizia Loffredo patrizia.loffredo@inwind.it Vincenzo Mancini aliseatammaro@gmail.com Sabrina Maria Marsala sab.marsala97@gmail.com Danila Mastronardi danila.mastronardi@gmail.com Alessandro Motta alessandromotta.vet@gmail.com Luca Nelisio luca.nelisio@outlook.it Stefano Piciocchi stefanopiciocchi@alice.it Alfonso Maria Piromallo alfonsomariapiromallo@gmail.com Filippo Tatino filippo.tatino@gmail.com Costantino Tedeschi montagnadisopra@wwf.it Marilena Terminio m.terminio@gmail.com Alessio Usai alessiousai@gestionefauna.com <p>L’abitudine dei cormorani (<em>Phalacrocorax carbo sinensis</em>) di&nbsp;radunarsi in inverno in dormitori rende più semplice il&nbsp;monitoraggio delle popolazioni svernanti. In Campania (Italia&nbsp;meridionale) si effettuano conteggi ai dormitori invernali dagli anni ’80 del XX secolo. A partire&nbsp;dal gennaio 1998 però il monitoraggio è stato standardizzato e reso costante negli anni. Si&nbsp;dispone oggi quindi di una serie storica di 25 anni sulla quale si sono effettuate analisi&nbsp;sull’andamento, la periodicità, la natura dei vari dormitori monitorati nel periodo preso in&nbsp;esame, e le origini geografiche degli esemplari svernanti. Ne è emersa una tendenza moderata&nbsp;all’incremento, confermata anche dal confronto del numero mediano di animali presenti nel<br>decennio 2003-2012 con quelli del decennio 2013-2022. Non si è riscontrato un fenomeno di&nbsp;periodicità.</p> 2023-01-04T19:43:57+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.serena.unina.it/index.php/bornh/article/view/9806 Elio Abatino, a naturalist devoted to education 2023-01-27T19:12:54+00:00 Nicola Maio nicomaio@unina.it Paolo Crovato paolo.crovato@fastwebnet.it <p>Si riportano i cenni biografici di Elio Abatino, naturalista e&nbsp;geologo napoletano, esperto di divulgazione ambientale, con&nbsp;particolare riferimento al territorio campano. Già ricercatore&nbsp;del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) nel settore della<br>microscopia elettronica, autore di molteplici pubblicazioni, si è&nbsp;dedicato particolarmente alla formazione e aggiornamento&nbsp;scientifico del personale docente delle scuole medie e&nbsp;superiori, prima come socio dell’ANISN (Associazione&nbsp;Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali), e poi come&nbsp;fondatore dell’IREDA (Istituto di Ricerca e Didattica&nbsp;Ambientale).<br><br></p> 2023-01-27T12:22:28+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.serena.unina.it/index.php/bornh/article/view/9807 Chromosome analysis on Central and Southern Italy population of the common toad, Bufo bufo (Amphibia, Anura) 2023-01-27T19:12:53+00:00 Marcello Mezzasalma marcello.mezzasalma@unical.it Gaetano Odierna gaetano.odierna@unina.it Nicola Maio nicomaio@unina.it Agnese Petraccioli petra.ag@gmail.com Orfeo Picariello picariel@unina.it Elvira Brunelli elvira.brunelli@unical.it Fabio Maria Guarino fabio.guarino@unina.it <p>Gli anfibi costituiscono un ottimo modello per esplorare gli aspetti storici della&nbsp;distribuzione delle specie a causa della loro bassa capacità di dispersione e della&nbsp;bassa vagilità individuale. I bufonidi sono una delle famiglie di Anuri più ricche di<br>specie, tra cui il rospo comune, <em>Bufo bufo</em>, diffuso nelle regioni eurasiatiche.&nbsp;Abbiamo eseguito uno studio cariologico con tecniche standard di bandeggio C e sequenziali con fluorocromi (Cromomicina A3 (CMA) e Diamidinofenilindolo (DAPI) su&nbsp;diversi girini di diverse popolazioni del Centro e Sud Italia. Tutti i girini esaminati&nbsp;presentavano il cariotipo <em>Bufo</em> standard, di 2n = 22 cromosomi a due braccia, con le&nbsp;prime sei coppie più grandi delle altre cinque (7 - 11), e l'eterocromatina NOR associata&nbsp;distale sui bracci lunghi della sesta coppia di cromosomi, che era anche&nbsp;l'unica regione cromosomica CMA-positiva. Il bandeggio C ha evidenziato&nbsp;eterocromatina centromerica, DAPI positiva, su tutti i cromosomi in tutte le popolazioni&nbsp;studiate dell'Italia centrale. Le popolazioni dell'Italia meridionale differivano per bande&nbsp;C paracentromeriche aggiuntive sui bracci corti dei cromosomi 1, 3 e 5. Questi risultati&nbsp;supportano la suddivisione delle popolazioni centrali di B. bufo da quelle meridionali,&nbsp;come evidenziato anche da studi filogenetici molecolari.</p> 2023-01-27T13:08:41+00:00 ##submission.copyrightStatement##