Diritto Pubblico Europeo - Rassegna online http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline <p><em>Diritto Pubblico Europeo – Rassegna online</em> (DPERonline) è una rivista scientifica di area giuridica, dedicata allo studio di temi di Diritto pubblico di respiro europeo i cui fascicoli sono pubblicati con cadenza semestrale e con la possibilità di pubblicazione di numeri speciali (special Issues)</p> <p>&nbsp;</p> Federico II University Press it-IT Diritto Pubblico Europeo - Rassegna online 2421-0528 Introduzione. Dall’Europa delle Regioni alle piccole patrie http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/11016 <p>Il progetto di Altiero Spinelli era quello di un’Europa che fosse, da un lato, un’Unione federale di Stati e, dall’altro, però, anche un assetto con un forte decentramento interno nei singoli Stati membri. Pluralismo accentuato all’interno degli Stati. L’unità federale bilanciata da un pluralismo istituzionale delle Regioni, che ovviamente risentiva del passato recente e dell’esigenza di realizzare un’articolazione dei poteri su base territoriale. L’obiettivo sarebbe stato quello di riuscire a tenere insieme un’Europa di Stati federati e un’Europa di Regioni e comunità locali, in grado di coniugare il moto centripeto, unificante, con quello centrifugo, di valorizzazione delle autonomie territoriali. Ovviamente, da stabilire sarebbe stata la questione del potere da attribuire alle Regioni: se politico-legislativo o unicamente a carattere amministrativo. Oggi questi temi sono di grande attualità e tornano ancor più di attualità laddove la discussione del rafforzamento politico dell’UE impone di dare ad essa una struttura federale quindi un tipo di Stato nel quale siano rappresentati i cittadini europei, ma, altresì, i territori</p> Alberto Lucarelli ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-06-21 2024-06-21 21 1 10.6093/2421-0528/11016 Dall’Europa delle Regioni all’Europa delle piccole patrie http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/11017 <p>Il tema dell’incontro va messo in prospettiva con quello dell’identità europea, della cittadinanza europea, centrale per il destino sia dell’Europa che degli Stati nazionali. Qui e ora è più urgente osservare che le richieste di autonomia mascherano forme politiche identitarie volte a proteggere il livello di benessere sociale ed economico delle Regioni più ricche da interferenze di ordine globale, producendo uno scivolamento di punti di riferimento che va dall’Europa alla Nazione alle Regioni fino alle piccole patrie. Il riconoscimento di forme di autonomia, se non persino di indipendenza, che alcuni territori europei proclamano – esemplare è il caso catalano – attraversa la politica europea e costituisce un fenomeno eterogeno identitario o euroscettico che ingloba e mescola partiti, movimenti diversi e distanti tra loro. In contraltare a un’Europa tesa, sebbene a geometria variabile, a superare gli egoismi nazionali forieri di odi, guerre e distruzioni</p> Franco Roberti ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-06-21 2024-06-21 21 1 10.6093/2421-0528/11017 Europa delle Regioni versus piccole patrie? http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/11018 <p>Il lavoro si interroga sulla nozione di «piccole patrie» muovendo, in chiave interdisciplinare, da approcci analitici rinvenibili in alcuni fondamentali studi di ambito sociologico dedicati al nazionalismo. Su tali basi, ci si sofferma su talune implicazioni riscontrabili tra le rivendicazioni delle cd. nazioni senza Stato e il processo di integrazione europea</p> Gennaro Ferraiuolo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-06-21 2024-06-21 21 1 10.6093/2421-0528/11018 La prospettiva antistorica ed antieconomica dell’autonomia differenziata di Calderoli: le Regioni come piccole patrie http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/11019 <p>Il contributo analizza gli effetti del ddl Calderoli sulla natura del regionalismo italiano. Evidenzia, in particolare, che il rischio connesso al trasferimento di funzioni e materie dallo Stato alle Regioni differenziate è quello di ridurre le risorse a disposizione delle altre Regioni, e non solo, per soddisfare diritti sul proprio territorio. Ne deriva un pregiudizio al principio di unità e solidarietà ed un modello di Stato in cui le Regioni appaiono come piccole patrie anziché parte di un unico Paese, in contrasto con la stessa idea di Europa delle Regioni, secondo cui le stesse sono funzionali all’unità ed alla coesione</p> Daniela Mone ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-06-21 2024-06-21 21 1 Dall’Europa delle Regioni alle piccole patrie http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/11021 <p>Il presente contributo muove dall’analisi del fenomeno della c.d. Europa delle Regioni, ossia del peso crescente delle autonomie territoriali nell’evoluzione dell’ordinamento sovranazionale, esaminando le fasi e le sedi attraverso cui si è prodotto tale processo e evidenziandone la parabola discendente. Tale tematica trova rinnovata ragione di interesse alla luce del fenomeno dilagante dell’Europa delle «piccole patrie». I movimenti indipendentisti e secessionisti, nonché i localismi, che hanno riguardato, con diversa intensità, numerosi Stati europei, si ripercuotono anche sull’assetto dell’Unione. Tali vicende acuiscono le frammentazioni e le asimmetrie e richiedono, pertanto, di riflettere su possibili interventi che garantiscano unità e coesione, pur nella diversità</p> Maria Chiara Girardi ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-06-21 2024-06-21 21 1 10.6093/2421-0528/11021 Il sistema delle conferenze nelle vicende del PNRR http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/11022 <p>La ricerca considera la relazione dinamica tra Stato e Regioni in Italia, assumendo il punto di vista del sistema delle conferenze nelle vicende del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Essa si svolge lungo tre assi tematici principali: il primo ricostruisce, per linee essenziali, le coordinate teoriche e ordinamentali di riferimento, analizzando formanti e modalità del raccordo interistituzionale in Italia. Il secondo riflette sulle vicende del PNRR, dal punto di vista del ruolo dell’attività delle Conferenze nelle fasi di elaborazione, attuazione e modifica, osservando le diverse modalità impiegate nell’avvicendamento tra i Governi Conte II, Draghi e Meloni. Il terzo, infine, sulla base dell’analisi condotta, svolge alcune considerazioni conclusive sul rendimento e sul ruolo che l’attuazione del principio di leale collaborazione può assumere per rilanciare le sorti del Autonomie e garantire il perseguimento degli obiettivi del Piano</p> Giuliano Costa ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-06-21 2024-06-21 21 1 10.6093/2421-0528/11022 Incentivi e disincentivi alla realizzazione di investimenti nel settore delle energie rinnovabili: questioni in tema di affidamento e tutela http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/11023 <p>Quali incentivi e disincentivi alla realizzazione di investimenti nel settore delle energie rinnovabili? Il paper si concentra sull’interpretazione del principio del legittimo affidamento proposta dalla giurisprudenza europea e nazionale, con specifico riferimento alla complessa normativa in materia di incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili e propone alcune considerazioni sui profili di tutela. Gli approdi interpretativi sono valutati all’interno del contesto normativo di riferimento. L’atteggiamento del legislatore italiano si mostra a volte prudente, a volte propenso ad una iper-regolamentazione della materia. La giurisprudenza della Corte Costituzionale e della giurisprudenza amministrativa, da un lato, e la Corte di Giustizia dell’Unione Europea dall’altro sembrano convergere sui punti chiave. Il legittimo affidamento tutelabile incontra un limite nel contesto del bilanciamento d’interessi sottesi ad un intervento normativo novativo, fermo il limite dell’irretroattività. L’atteggiamento del legislatore italiano contribuisce talvolta ad alimentare incertezza negli operatori del settore. Nel ruolo a questi affidato di ricerca di un equilibrio tra interesse pubblico al raggiungimento degli obiettivi del cd. Green Deal europeo e interesse privato allo sviluppo della libertà di iniziativa economica, sarebbe auspicabile attivare programmi di analisi e studio che durino nel tempo, limitando il ricorso ad interventi normativi emergenziali o legati alle contingenze del momento, al fine di incoraggiare l’iniziativa economica privata in uno dei settori strategici per il processo di transizione ecologica del Paese</p> Biancamaria Raganelli Ilenia Mauro ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-06-22 2024-06-22 21 1 10.6093/2421-0528/11023 La valutazione del «fatto processuale» nei conflitti negativi di competenza funzionale. Al pubblico ministero un potere determinante? http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10900 <p>Con la pronuncia in commento, la prima sezione penale della Corte Suprema di Cassazione conferma la preminenza dei criteri di imparzialità della competenza funzionale per connessione/del principio di imparzialità del giudice e dei criteri che regolano la competenza nei procedimenti riguardanti i magistrati, sui limiti/rispetto ai limiti temporali e procedurali della perpetuatio iurisdictionis. Ogniqualvolta, le decisioni della Cassazione presentino dei vizi o delle omissioni nelle valutazioni, poiché, a differenza dei ricorsi straordinari previsti nel nostro Ordinamento, per le questioni concernenti la competenza non sono previsti rimedi di impugnazione. Rebus sic stantibus, infatti, rileva la lacuna nella valutazione da parte del giudice del fatto processuale, in relazione ad alcuni elementi indispensabili per determinare il tempo iniziale della competenza funzionale per connessione e, viceversa, l’esorbitanza dei poteri del pubblico ministero, nel decidere i tempi e le modalità di iscrizione per determinare la competenza. Queste criticità, capaci di oltrepassare persino gli effetti preclusivi del giudicato, creano discrasie con le regole di garanzia previste nel nostro ordinamento e rappresentano un singolare novum, da riproporre dinanzi al giudice investito della competenza dalla Suprema Corte di cassazione</p> Francesca Iole Garofoli Vincenzo Giorgio Nardi ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-05-06 2024-05-06 21 1 10.6093/2421-0528/10900 Linguaggio e governo della società. Riflessioni sul lessico delle politiche del lavoro delle istituzioni europee http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10899 <p>Sebbene a partire dal Consiglio europeo di Lisbona (2000) l’incremento del «tasso di occupazione» abbia assunto una rilevanza centrale tra gli obiettivi delle istituzioni titolari delle competenze di politica del lavoro, questo indirizzo coesiste con la strategia della BCE di mantenere un elevato «tasso di disoccupazione» ai fini del contrasto ai fenomeni di instabilità monetaria prescritto dall’art. 127 del Trattato. In questo lavoro si argomenta che, dietro questo contorto dispositivo di comunicazione istituzionale si cela, in realtà, l’intento di accrescere la partecipazione al mercato del lavoro a fini di disciplinamento della dinamica salariale. Si sostiene inoltre che, per fornire incentivi adeguati alla mobilitazione delle forze di lavoro, le istituzioni dell’UE si sono servite di due diversi strumenti a seconda delle specificità istituzionali dei singoli Paesi. Nei Paesi dotati di un sistema di ammortizzatori sociali ad elevato grado di copertura, l’attivazione al lavoro ha fatto leva sull’istituzione di un nesso di sinallagmaticità tra erogazione dei sussidi e assunzione di un impegno dei beneficiari alla ricerca attiva di un lavoro. Al contrario, nei Paesi privi di programmi generalizzati di contrasto alla povertà come l’Italia, il focus è stato posto sulla compressione della spesa pensionistica, «colpevole» di alimentare un tessuto di micro-agenzie di assicurazione sociale a base familiare causa di presunti effetti distorsivi sull’offerta di lavoro</p> Salvatore D’Acunto ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-05-06 2024-05-06 21 1 10.6093/2421-0528/10899 Alcune note sul valore della solidarietà quale principio costituzionale http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10895 <p>Il saggio analizza il valore della solidarietà quale principio fondativo della Costituzione repubblicana. Poco indagato o quantomeno in misura ampiamente asistematica dai giuristi, l’affermazione del valore della solidarietà è la vera sfida che dovrà impegnare in futuro i governi, i quali dovranno operare affinché tale valore non si dispieghi unicamente come solidarietà fra omologhi, fra soggetti eguali, ma acquisti una tendenza sempre più «inclusiva», indirizzandosi segnatamente nei riguardi dei diseguali, dei diversi</p> Francesco Zammartino ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-05-03 2024-05-03 21 1 10.6093/2421-0528/10895 I parchi culturali ecclesiali: aneliti pauperistici e (necessità di un) ritorno alla realtà http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10938 <p>Il saggio analizza il tema dei parchi culturali ecclesiali, oggetto di due documenti (2018 e 2023) dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza episcopale italiana (Bellezza e salvezza per tutti. Parchi e Reti Culturali Ecclesiali: quando il Turismo diventa via di vita buona e speranza concreta). Ne viene criticata una concezione della gestione del patrimonio culturale ecclesiale slegata dalla realtà concreta in quanto fondata sulla contrapposizione tra homo oeconomicus e homo donator, e come tale trascurante l’importanza e l’utilità della dimensione finanziaria e, in generale, dei mezzi necessari per attuare le pur condivisibili idealità spirituali. Tali argomenti vengono sviluppati anche mediante raffronto ermeneutico con gli artt. 9 e 97 Cost. I documenti della CEI offrono l’occasione per esaminare la problematica, connessa con il tema della gestione dei beni culturali di interesse religioso, dell’introduzione del biglietto d’ingresso nelle chiese. L’Autore ritiene che il c.d. ticket d’ingresso sia da consentire tutte le volte in cui la chiesa sia visitata per motivi non cultuali ma per solo interesse turistico; la possibilità e l’utilità di tale soluzione viene giudicata favorevolmente anche alla luce dell’esperienza, conveniente per la Chiesa e per lo Stato, dell’introduzione del biglietto all’interno della Chiesa di Santa Maria ad Martyres in Roma (Pantheon), a partire dal 2023, come auspicato dall’Autore fin dal 2017. Infine, si suggerisce sempre, nella didattica, di evidenziare la valenza spirituale dei beni culturali e dei significati simbolici in essi contenuti, anche al fine di contraddistinguerli rispetto ai beni culturali profani</p> Antonio Leo Tarasco ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-05-19 2024-05-19 21 1 10.6093/2421-0528/10938 Separazione dei poteri e garanzie dei diritti dei detenuti nella sentenza della Corte costituzionale sull’affettività intramuraria http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10885 <p>La sentenza n. 10/2024 della Corte costituzionale rappresenta una svolta significativa nella complessa tematica della questione carceraria italiana. Ciò in quanto, dopo diversi anni dalla sua formale affermazione, si propone a garanzia, in termini concreti, del diritto all’affettività (ed alla sessualità) dei detenuti. La decisione interviene infatti a 12 anni da una precedente sentenza monitoria e rappresenta, dunque, l’apice di un percorso dialogico con il legislatore sul detto delicato tema. La sentenza si rivela particolarmente interessante sia in relazione alla questione di merito sia con riguardo ad alcuni profili processuali ed argomentativi</p> Laura Fabiano ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-04-15 2024-04-15 21 1 10.6093/2421-0528/10885 Il premierato del d.d.l. A.S. 935/2023: critiche e prospettive http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10875 <p>Il contributo esamina il contenuto del d.d.l. 935, relativo all’introduzione dell’elezione diretta del Presidente del Consiglio, di cui vengono analizzati alcuni punti particolarmente problematici. Con questo d.d.l., vi sarebbe il passaggio dalla forma di governo parlamentare al c.d. «premierato», con legittimazione popolare diretta e sostegno di una maggioranza parlamentare garantito da una norma antiribaltone e un premio elettorale. Nonostante si presenti come una riforma chirurgica poiché sono poche le disposizioni costituzionali formalmente oggetto della modifica, il contributo valuta le conseguenze sul ruolo e sulle funzioni esercitati dal Parlamento e dal Presidente della Repubblica, che comprometterebbero pericolosamente l’equilibrio fra le diverse parti della Costituzione</p> Leandra Abbruzzo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-04-12 2024-04-12 21 1 10.6093/2421-0528/10875 Sul fondamento di legittimitá della gestione pubblica del servizio idrico http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10874 <p>Il saggio indaga sul fondamento di legittimità della gestione pubblica del servizio idrico. In questa prospettiva, esso esamina le norme, di diritto interno ed europeo, rilevanti in tema. E ciò al fine di dimostrare la fallacia di ogni pretesa volta a giustificare la torsione del legislatore nazionale a favore del mercato e delle sue regole alla luce di stringenti obblighi sovranazionali cui dare attuazione, nonché per marcare la più diretta aderenza della gestione pubblica del servizio idrico a quei beni e valori che la nostra Carta costituzione assume tra quelli fondamentali e fondanti la nostra identità culturale ed ordinamentale</p> Franca Meola ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-04-12 2024-04-12 21 1 10.6093/2421-0528/10874 Poteri d’indirizzo del presidente del Consiglio e leale collaborazione. Quali prospettive per i rapporti interni ed esterni del vertice monocratico dell’esecutivo? http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10824 <p>La direttiva della presidente del Consiglio 23 ottobre 2023 ha razionalizzato l’attività istruttoria del Governo finalizzata all’esame delle leggi regionali allo scopo di evitare l’impugnativa statale mediante negoziati con le Regioni tesi alla modifica delle normative regionali ritenute incostituzionali. Con la direttiva viene esercitato il potere del presidente Consiglio di mantenere l’unità dell’indirizzo politico e amministrativo attraverso la promozione e il coordinamento dell’attività dei ministri. L’articolo analizza l’impatto della direttiva sul funzionamento interno del Governo, in particolare sul rapporto fra i principi monocratico, collegiale, individuale, nonché sulle relazioni intergovernative fra Stato e Regioni. Infine, vengono esaminati quesiti prospettici relativi all’ipotetico esito dell’attuazione dell’art. 116, c. 3, Cost. e della riforma del «premierato elettivo» sull’assetto delle relazioni intergovernative e sulla figura costituzionale del presidente del Consiglio</p> Luca Dell’Atti ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-03-07 2024-03-07 21 1 10.6093/2421-0528/10824 Annullamento d’ufficio, affidamento e termine di dodici mesi http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10822 <p>Il saggio è imperniato sul carattere derogatorio del potere amministrativo di autotutela rispetto al principio del divieto di aedere contra factum proprium. La recente modifica dell’art. 21-nonies, l. n. 241/1990 che ha ridotto il termine per l’annullamento d’ufficio da 18 mesi a 12 mesi rappresenta una essenziale evoluzione del nostro ordinamento amministrativo in quanto implica un rafforzamento dei principi di legalità e di affidamento. Rimane fermo che le pubbliche amministrazioni devono rispettare il principio di proporzionalità che implica il ragionevole bilanciamento dell’interesse pubblico con le differenti posizioni individuali dei privati interessati</p> Nicola Di Modugno ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-03-07 2024-03-07 21 1 10.6093/2421-0528/10822 La revisione della forma di governo tra noto e ignoto http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10820 <p>il lavoro analizza criticamente il modello di contestualità tra elezione del Presidente del Consiglio dei ministri e camere parlamentari prospettato dal d.d.l. di revisione costituzionale, di iniziativa governativa, A.S. n. 935, proponendo alcuni spunti anche in chiave comparativa. Dietro tali innovazioni si intravede, prima che un intervento sulla configurazione delle relazioni interorganiche, una problematica ridefinizione di alcuni tratti della idea stessa di democrazia rappresentativa</p> Gennaro Ferraiuolo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-03-06 2024-03-06 21 1 10.6093/2421-0528/10820 Verso un ritorno allo Stato «interventista»? http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10785 <p>L’articolo analizza il rapporto tra il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e la Costituzione, anche economica, ponendo la riflessione se mediante il Piano non siamo ritornati al modello dello Stato interventista. Lo studio cerca altresì di analizzare il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti, facendo emergere alcuni profili problematici</p> Antonio Saporito ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-19 2024-02-19 21 1 10.6093/2421-0528/10785 Il mercato dei contratti pubblici e la autoproduzione nella prospettiva dell’efficienza regolatoria http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10780 <p>È diffusa la convinzione che la c.d. autoproduzione di beni, servizi e forniture sia causa di sprechi e corruttele. Trattasi di una convinzione preconcetta, poiché non sempre avvalorata da dati empirici. E tuttavia ha storicamente portato alla ingegnerizzazione di ostacoli capaci di incentivare i soggetti pubblici a rivolgersi — nella quasi totalità dei casi — al mondo delle imprese. Anche quando avrebbero potuto e dovuto evitarlo. Se non fosse però che simile approccio, animato da una neppure troppo celata idea che le commesse pubbliche costituiscano uno strumento di politica economica per favorire lo sviluppo e la crescita della competitività del Paese, ha finito con l’alimentare proprio uno dei maggiori mali imputati all’amministrazione pubblica: quello di essere inefficiente. Lo scritto intende quindi esaminare la portata della differente relazione nella quale la regolazione giuridica italiana (d.lgs. n. 36/2023) sembra aver voluto inscrivere lo strumento del ricorso al mercato con quello dell’utilizzo di strutture domestiche. La soluzione propugnata appare tesa a sostituire la «fuga forsennata al mercato» con un più equilibrato «ricorso necessitato ad esso». Quante efficienza c’è nella nuova regolazione dell’autoproduzione? Qual è l’anatomia del mercato delle commesse pubbliche? E quella dell’autoproduzione? Quali le ragioni capaci di giustificare, in una prospettiva efficientistica, la pari-ordinazione tra mercato e autoproduzione?</p> Domenico Andracchio ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-16 2024-02-16 21 1 10.6093/2421-0528/10780 Recenti questioni sulla mobilità transfrontaliera e sul diritto al lavoro nell’Unione europea: implicazioni giuridiche ed economiche relative al mercato unico http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10774 <p>Il contributo ha ad oggetto il tema del mercato unico europeo e può sostanzialmente essere ripartito in due parti. Nella prima parte – corrispondente ai par. 2 e 3 – si tenta di mettere in luce l’elevato grado di specificità degli interventi capaci di incidere sulla completa instaurazione del mercato unico e l’eterogeneità delle questioni che, direttamente o indirettamente, possono condizionare il pieno raggiungimento di tale obiettivo. Ciò verrà sottolineato attraverso l’analisi di due vicende recentemente sottoposte all’attenzione della Corte di giustizia, entrambe concernenti questioni legate alla mobilità transfrontaliera dei lavoratori. In particolare, emergerà come la piena attuazione del mercato unico dipende non solo da un ravvicinamento delle discipline legislative nazionali, bensì anche dall’adozione di puntuali interventi – normativi, amministrativo-contrattuali e giurisdizionali – riguardanti settori economico-giuridici fra loro eterogenei. Nella seconda parte, corrispondente al par. 4, verranno prese in considerazione le (positive) ricadute macroeconomiche del sistema del mercato unico nelle economie degli Stati membri, con specifico riguardo agli effetti sul Prodotto interno lordo (PIL)</p> Gianluca Marcantognini ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-13 2024-02-13 21 1 10.6093/2421-0528/10774 La riserva di legge a tutela degli animali nel riparto di competenze tra Stato e Regioni http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10762 <p>Il contributo intende indagare le implicazioni costituzionali e legislative dischiuse dalla previsione di una riserva di legge statale sulle modalità di tutela degli animali all’interno dei Principi fondamentali della Carta repubblicana, con particolare riferimento agli effetti da questa esplicati sul riparto di competenze legislative tra Stato e Regioni. Da questa prospettiva, dopo aver esaminato l’interpretazione del nuovo art. 9, c. 3, Cost. fornita dalla giurisprudenza (anche) costituzionale, si analizzerà il potenziale contrasto tra la riserva di legge statale sui «modi e le forme di tutela degli animali» e la salvaguardia delle competenze legislative delle Regioni a Statuto speciale sancita dall’art. 3 della legge di revisione costituzionale n. 1 del 2022</p> Franco Sicuro ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-08 2024-02-08 21 1 10.6093/2421-0528/10762 Potenzialità e criticità del sistema nazionale di certificazione della parità di genere http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10761 <p>Il seguente contributo si propone di analizzare lo strumento della certificazione della parità di genere, prestando particolare attenzione alla sua applicazione nel settore dei contratti pubblici e alle criticità che l’istituto pone all’interno della nostra realtà sociale. In particolare, si tenterà di mettere in luce come il legislatore abbia scelto di promuovere l’ingresso e l’avanzamento delle donne nel mondo del lavoro in via mediata, seguendo una logica di tipo premiale e affidando tale compito alle imprese, quando forse sarebbe stato più opportuno adottare un approccio teso a potenziare i diritti sociali mediante l’introduzione di misure strutturali in grado di migliorare le condizioni delle lavoratrici madri e non madri</p> Elina Anfuso Matteo Vecchi ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-08 2024-02-08 21 1 10.6093/2421-0528/10761 Breve nota di presentazione degli atti del seminario: «La tutela dell’ambiente alla luce della legge costituzionale n. 1 del 2022» http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10786 <p>Breve nota di presentazione degli atti del seminario: «La tutela dell’ambiente alla luce della legge costituzionale n. 1 del 2022»</p> Fulvio Pastore Alfonso Vuolo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-21 2024-02-21 21 1 10.6093/2421-0528/10786 Introduzione http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10787 <p>Introduzione</p> Alfredo Contieri ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-21 2024-02-21 21 1 10.6093/2421-0528/10787 Storia di un lungo e non del tutto compito percorso: Costituzione e ambiente in una prospettiva diacronica http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10788 <p>Il contributo analizza, in una prospettiva diacronica il rilievo assunto dall’ambiente nella Costituzione italiana anche nel quadro del processo di integrazione europea, per giungere ad analizzare i contenuti della legge costituzionale n. 1/2022, con la quale si revisionano gli artt. 9 e 41 Cost., al fine di valutarne la portata innovativa, nonché le possibili linee di implementazione</p> Fulvio Pastore ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-21 2024-02-21 21 1 10.6093/2421-0528/10788 La legge cost. n. 1 del 2022 e la tutela dell’ambiente http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10789 <p>Il contributo esamina il contenuto della l. cost. n. 1/2022, per saggiarne l’effettiva forza innovativa alla luce della pregressa produzione normativa (anche sovranazionale) e giurisprudenziale. In particolare, ci si sofferma sull’interesse delle future generazioni per poi affrontare il rapporto tra tutela paesaggistica e ambientale</p> Alfonso Vuolo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-21 2024-02-21 21 1 Il principio ambientalista tra immanenza e scrittura costituzionale http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10790 <p>Il contributo si propone di svolgere riflessioni sulla portata effettuale della l. cost. n. 1/2022 che, come noto, ha modificato gli artt. 9 e 41 Cost. Più in particolare, indaga la differenza che è possibile cogliere tra ciò che essa produce nel breve termine sul tessuto dispositivo preesistente e sul formante giurisprudenziale (comune e costituzionale) e ciò che potrebbe produrre in un futuro (più o meno) prossimo per la naturale tendenza dei principi fondamentali a rappresentare un surplus conformativo delle tendenze ordinamentali e dei comportamenti sociali</p> Pierdomenico Logroscino Cosimo Pietro Guarini ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-22 2024-02-22 21 1 10.6093/2421-0528/10790 La tutela del paesaggio: verso un nuovo bilanciamento con la salvaguardia dell’ambiente dopo la riforma dell’art. 9 della Costituzione? http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10791 <p>Il saggio si propone di valutare gli effetti della legge n. 1/2022 di revisione costituzionale che ha portato all’introduzione della «tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni» all’interno dei principi fondamentali della Costituzione ed in particolare del novero dei beni tutelati dall’articolo 9 della Costituzione. In particolare il saggio, attraverso un’analisi normativa e giurisprudenziale, si sofferma sulle criticità relative al bilanciamento che dovrà essere effettuato, di volta in volta, tra la tutela dell’ambiente e la tutela del paesaggio, inteso nella sua accezione culturale, quale «forma del Paese»</p> Anna Papa ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-22 2024-02-22 21 1 10.6093/2421-0528/10791 La tutela dell’ambiente tra diritto costituzionale e diritto tributario: brevi note introduttive http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10792 <p>Il lavoro è una riflessione congiunta sul valore costituzionale ed economico dell’ambiente. Strutturato in due parti, nella prima, si ricostruisce il carattere giuridico di ambiente come categoria circolare e non dicotomica, avvalendosi della lettura critica sia sui rapporti con i diversi livelli di governo che del formante giurisprudenziale. Evidenziata la relazione sussistente tra mancata tutela delle risorse naturali e aumento delle diseguaglianze, nella seconda parte si punta, invece, sulla leva della fiscalità per promuovere comportamenti virtuosi e contrastare fenomeni di portata globale, quale il cambiamento climatico. Assodata l’importanza della tutela ambientale anche per l’ordinamento tributario, per cui la materia non si esaurisce nei tributi a natura risarcitoria, il saggio si sofferma sulla mancanza di un paradigma ordinatore di tali tributi. I profili tributari della tutela ambientale si chiudono con la rilevanza del tributo ambientale come una possibile via per definire sia l’assetto della potestà impositiva europea che quella autonomica delle regioni in Italia</p> Luigi D'Andrea Maria Assunta Icolari ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-22 2024-02-22 21 1 10.6093/2421-0528/10792 Politiche tributarie e tutela dell’ambiente. Novella costituzionale, sostenibilità e bilanciamento di interessi http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10793 <p>L’articolo analizza la recente modifica costituzionale degli articoli 9 e 41 Cost., in materia ambientale. La modifica, che ha suscitato molteplici polemiche, ha reso improcrastinabile la necessità che il legislatore ponga in essere – secondo la modalità trasversale, che da sempre qualifica la tutela dell’ambiente – politiche mirate ecosostenibili. Fra queste certamente può assumere un ruolo chiave la politica tributaria ambientale, che, nell’alveo del rinnovato assetto di principio europeo e costituzionale, ben può essere parte attiva di promozione del cambiamento, fungere da volano per lo sviluppo sostenibile e contribuire ad un rinnovato bilanciamento di interessi, a favore della generazione attuale e, soprattutto, delle generazioni future, espressamente richiamate dalla novella Costituzionale</p> Roberta Alfano ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-22 2024-02-22 21 1 10.6093/2421-0528/10793 Partecipazione dei privati nelle decisioni pubbliche in materia ambientale http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10794 <p>Il contributo si interroga sul ruolo che la partecipazione dei privati alle decisioni pubbliche può svolgere nel rendere attuale l’importanza che la l. cost. n. 1/2022 riconosce alla tutela dell’ambiente. In questa prospettiva, il lavoro è strutturato in una prima parte più generale, che analizza l’evoluzione della partecipazione dei privati alle politiche pubbliche in Italia, rilevando una crescente attenzione del legislatore regionale ai processi partecipativi, per poi concentrarsi su uno specifico caso di studio in materia ambientale, offerto dal progetto ISAAC, finanziato dall’Unione europea per promuovere la crescita del settore biogas come fonte di energia a emissioni zero</p> Valentina Capuozzo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-02-22 2024-02-22 21 1 10.6093/2421-0528/10794 Memoria per la Commissione affari costituzionali, Camera dei deputati, audizione del 12 marzo 2024, sul disegno di legge A.C. 1665 http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10873 <p>Memoria per la Commissione affari costituzionali, Camera dei deputati, audizione del 12 marzo 2024, sul disegno di legge A.C. 1665, approvato in prima lettura dal Senato della Repubblica il 23 gennaio 2024, recante disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione</p> Giovanna De Minico ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-04-12 2024-04-12 21 1 10.6093/2421-0528/10873 Osservazioni sui profili costituzionali del disegno di legge A. C. 1665, già approvato dal Senato, recante disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, Cost. http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10871 <p>Osservazioni sui profili costituzionali del disegno di legge a. C. 1665, già approvato dal Senato, recante disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione</p> Paolo Bonetti ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-04-10 2024-04-10 21 1 10.6093/2421-0528/10871 Audizione informale del Presidente della SVIMEZ Adriano Giannola dinanzi alla I Commissione (Affari costituzionali) della Camera dei deputati, nell’ambito dell’esame, in sede referente, del disegno di legge C. 1665 Governo, approvato dal Senato http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10859 <p>Audizione informale del Presidente della SVIMEZ Adriano Giannola dinanzi alla I Commissione (Affari costituzionali) della Camera dei deputati, nell’ambito dell’esame, in sede referente, del disegno di legge C. 1665 Governo, approvato dal Senato, recante disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione</p> Adriano Giannola ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-04-02 2024-04-02 21 1 10.6093/2421-0528/10859 Memoria predisposta per l’audizione presso la Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati sull’A.C. 1665 «Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata» http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10841 <p>Memoria predisposta per l’audizione presso la Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati sull’A.C. 1665 «Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata»</p> Gianfranco Viesti ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-03-24 2024-03-24 21 1 10.6093/2421-0528/10841 Commissione Affari costituzionali, Camera dei deputati, lunedì 4 marzo 2024. Audizione resa dal prof. Claudio De Fiores sul disegno di legge C. 1665, approvato dal Senato, recante «Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10825 <p>Commissione Affari costituzionali, Camera dei deputati, lunedì 4 marzo 2024. Audizione resa dal prof. Claudio De Fiores sul disegno di legge C. 1665, approvato dal Senato, recante «Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione»</p> Claudio De Fiores ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-03-11 2024-03-11 21 1 10.6093/2421-0528/10825 I persistenti dubbi di conformità a costituzione del d.d.l. recante «Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione» http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10823 <p>I persistenti dubbi di conformità a costituzione del d.d.l. recante «Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione» (Atto Camera n. 1665, già approvato in prima lettura dal Senato della Repubblica il 23 gennaio 2024)</p> Lorenzo Chieffi ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-03-07 2024-03-07 21 1 10.6093/2421-0528/10823 Recensione a A.L. Tarasco e R. Miccù (a cura di), Il patrimonio culturale e le sue immagini. Diritto, gestione e nuove tecnologie, Napoli, Editoriale Scientifica, 2022 http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10746 <p>Recensione a A.L. Tarasco e R. Miccù (a cura di), Il patrimonio culturale e le sue immagini. Diritto, gestione e nuove tecnologie, Napoli, Editoriale Scientifica, 2022</p> Azzurra Baggieri ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-01-29 2024-01-29 21 1 10.6093/2421-0528/10746 La libertà di cura e il suo pieno fondamento costituzionale nell’art. 32 Cost. http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10673 <p>La libertà di cura e il suo pieno fondamento costituzionale nell’art. 32 Cost.</p> Carlo Iannello ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-01-18 2024-01-18 21 1 10.6093/2421-0528/10673 Andrea Patroni Griffi (a cura di), Next Generation EU e PNRR: il futuro dell’Europa e del Mezzogiorno, Rassegna di diritto pubblico europeo, XXII, 1/2023 http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10674 <p>Andrea Patroni Griffi (a cura di), Next Generation EU e PNRR: il futuro dell’Europa e del Mezzogiorno, Rassegna di diritto pubblico europeo, XXII, 1/2023</p> Andrea Patroni Griffi (a cura di) ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-01-22 2024-01-22 21 1 10.6093/2421-0528/10674 Note della Procura Generale della Corte di Cassazione. Udienza delle Sezioni Unite penali del 18 gennaio 2024 http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10675 <p>Note della Procura Generale della Corte di Cassazione. Udienza delle Sezioni Unite penali del 18 gennaio 2024</p> Avvocato Generale Pietro Gaeta ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-01-22 2024-01-22 21 1 10.6093/2421-0528/10675 Migrazione climatica: ragioni di una ricerca http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10951 <p>Questo saggio, elaborato nell’ambito del progetto CLIMOVE finanziato dal programma Horizon 2020 dell’UE, introduce un dossier di studi sul tema della migrazione climatica. A partire da alcuni dati emergenti dai rapporti più aggiornati, anzitutto le Autrici evidenziano la necessità di un approccio innovativo transdisciplinare, adeguato ad affrontare la complessità di una sfida di dimensione crescente, superando le tradizionali barriere tra le scienze sociali e integrando una prospettiva di genere nell’analisi e nella risposta. Il contesto italiano è citato come esempio concreto delle modalità attraverso le quali un Paese si sta confrontando con questa sfida attraverso l’iniziativa legislativa. Tuttavia, in questo momento, nell’assenza di protezione internazionale, la tutela dei diritti umani fondamentali implicati si concentra in prevalenza sulle argomentazioni elaborate dai giudici nel contesto di decisioni su vicende individuali. Questa giurisprudenza, pur portatrice di importanti novità, non è sufficiente a garantire una protezione legale dei migranti climatici forzati</p> Susana Borràs-Pentinat Angela Cossiri ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-05-29 2024-05-29 21 1 10.6093/2421-0528/10951 La tutela dei migranti ambientali nel diritto dell’Unione europea: l’impatto dei recenti sviluppi della prassi giurisprudenziale nazionale e internazionale http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10952 <p>Da sempre le condizioni ambientali incidono sulla scelta di gruppi di individui di lasciare il loro territorio. Tuttavia, si stima che nei prossimi anni i flussi migratori connessi a fattori ambientali aumenteranno in maniera significativa a causa del crescente deterioramento dell’ambiente e degli effetti dei cambiamenti climatici. Di fronte a questo scenario, nell’ultimo decennio è cresciuto il dibattito in dottrina e in vari fori internazionali volto a stabilire se vi sia (o vi debba essere) un obbligo in capo agli Stati di garantire il diritto di asilo ai migranti che fuggono da condizioni ambientali avverse. In assenza di strumenti giuridici specifici in materia, le corti interne e il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite nel noto caso Teitiota c. Nuova Zelanda hanno ricavato tale obbligo dal principio di non refoulement derivante dalle norme sui diritti umani. Inoltre, la crescente sensibilità delle corti interne e internazionali circa l’impatto del degrado ambientale sui diritti umani può facilitare la concessione della protezione ai migranti ambientale. In contrasto con queste tendenze, l’Unione europea è rimasta piuttosto inerte di fronte al fenomeno dei migranti ambientali. Il presente contributo mira a rilevare le principali sfide che i recenti sviluppi della prassi giurisprudenziale nazionale e internazionale in tema di tutela dei migranti ambientali pongono o possono porre alla politica comune di asilo e immigrazione dell’Unione europea. A tal fine, innanzitutto si vedranno quali sono le possibilità di tutela dei migranti ambientali nell’ambito del diritto dell’Unione europea. Successivamente, si analizzeranno gli sviluppi della giurisprudenza nazionale e internazionale in materia di tutela dei migranti ambientali. Infine, si offriranno alcune considerazioni finali sull’impatto degli sviluppi relativi al principio di non refoulement sul diritto dell’Unione europea</p> Federica Passarini ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-05-29 2024-05-29 21 1 10.6093/2421-0528/10952 Giustizia, genere e migrazione climatica nella prospettiva dell’UE http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10953 <p>Analogamente al Global Compact for Safe, Orderly, and Regular Migration del 2018, Il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo dell’Unione europea (UE) del 2020 annovera i disastri naturali e il cambiamento climatico tra le principali sfide capaci di incidere sulla migrazione. Ciononostante anche questo recente strumento dell’UE non attribuisce uno status giuridico alle persone che fuggono dalle devastazioni ambientali. In assenza di una definizione giuridica, i migranti climatici continuano a non essere protetti né dal diritto internazionale né dal diritto europeo. Questa lacuna giuridica aumenta a sua volta la vulnerabilità dei gruppi più marginalizzati, in particolare delle donne che rappresentano l'80% degli sfollati ambientali. Questo dato solleva questioni quali la parità di genere, la giustizia di genere e la giustizia ambientale che sono sempre più discusse dai policy makers, dagli attori non statali e dalla società civile. Il presente contributo esamina tali questioni analizzando i documenti di policies delle principali istituzioni europee (i.e. il Parlamento, la Commissione e il Consiglio) attraverso la lente del Rhetorical Political Analysis (RPA). Questa analisi può offrire ai policy makers un utile strumento per migliorare le politiche esistenti tenendo maggiormente in considerazione le specificità di genere e le istanze della giustizia ambientale</p> Francesca Rosignoli ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-05-29 2024-05-29 21 1 10.6093/2421-0528/10953 Le risposte nazionali di alcuni Stati membri dell’UE alla crisi dello sfollamento per motivi ambientali: un riferimento particolare al caso italiano http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10954 <p>La natura di norme minime della Direttiva qualifiche 2011/95/UE (rifusione) e della Direttiva protezione temporanea 2001/55/CE ha permesso a diversi Stati membri di mantenere o introdurre nella propria legislazione disposizioni che consentono di proteggere gli stranieri che arrivano sul loro territorio sfollati a causa di un disastro ambientale. È il caso di Finlandia, Svezia, Italia e Cipro. Con i passi indietro di Finlandia e Svezia, che hanno eliminato dalla loro legislazione ogni riferimento a questi gruppi di sfollati, e con i limiti della legislazione di Cipro, che prevede solo il non respingimento di un rifugiato o di un beneficiario di protezione sussidiaria verso un Paese che ha subito una catastrofe naturale, il d.lgs. n. 286/1998 dell'Italia rimane l'unico pioniere in questo campo, nonostante l’andirivieni legislativi degli ultimi anni. Il presente contributo analizza le leggi sull'immigrazione di questi Paesi per quanto riguarda le formule che consentono agli sfollati ambientali di risiedere e ricevere protezione nei rispettivi territori. Particolare attenzione è rivolta al caso italiano, in cui vengono analizzati la protezione speciale per motivi umanitari, prevista dall’art. 19, cc. 1.1 e 1.2, tenendo conto dei recenti sviluppi giurisprudenziali della Corte di Cassazione, in particolare dell'ordinanza n. 5022/2021; il permesso di soggiorno per catastrofi, disciplinato dall'art. 20-bis, e le misure straordinarie di accoglienza per eventi eccezionali, previste dall'art. 20</p> Daniel Gracia Pérez ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-05-29 2024-05-29 21 1 10.6093/2421-0528/10954 I flussi eco-migratori tra miti e paure. Incertezze giuridiche nella gestione della (in)sicurezza climatica http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10955 <p>Il saggio intende proporre una riflessione critica sull’applicazione degli apparati giuridici di matrice occidentale all’analisi del fenomeno delle migrazioni climatiche, di cui è sinteticamente ricostruito il background storico e socio-politico, quest’ultimo contestualizzato in epoca vittoriana. In particolare, sono messe in luce alcune criticità connesse alla chiave di lettura dei diritti umani, riconducibili alla mancata corrispondenza tra il pensiero giuridico occidentale, le culture giuridiche non occidentali e alla concezione del rapporto tra uomo, natura e società che esse esprimono, e le strategie di resistenza e adattamento che le popolazioni autoctone hanno sviluppato nei confronti di un habitat naturale reso ostile da eventi climatici avversi. Tali criticità sono analizzate nel contesto di alcune decisioni amministrative e giurisdizionali che riguardano migranti climatici richiedenti protezione, mettendo al contempo in evidenza il rilievo di questa modalità di decision making nell’implementazione delle politiche di gestione dei flussi eco-migratori</p> Monica Raiteri ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-05-29 2024-05-29 21 1 10.6093/2421-0528/10955 Le migrazioni ambientali e al femminile in prospettiva sociologica. Istanze di sostenibilità, diritti e vulnerabilità delle donne migranti http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10956 <p>Le migrazioni ambientali rivestono un grande interesse negli studi sociologici nell’inquadramento delle cause e dei fattori di spinta (push factors) che le determinano, di tipo climatico e ambientale, insieme alle diverse spiegazioni teoriche di tipo macro, micro e mesosociologico che la disciplina applica allo studio delle migrazioni. Allo stesso tempo, negli ultimi anni, le migrazioni al femminile hanno ricevuto un’ampia attenzione a seguito dell’incremento sostanziale della componente femminile, anche primo-migrante, che intraprende un progetto migratorio in prospettiva individuale e/ o familiare. Interessante è, da questo punto di vista, l’articolazione delle questioni di genere e dei diritti di genere a esse legati intorno agli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, che ben intersecano la condizione femminile alle istanze di sviluppo sostenibile, collegando i diritti fondamentali (istruzione, nutrizione, accesso alle risorse primarie, lavoro) al miglioramento delle condizioni di vita nei paesi svantaggiati e nei percorsi migranti. Il contributo propone una rassegna delle principali teorie che spiegano le migrazioni al femminile, nello specifico, nel novero delle migrazioni ambientali al fine di integrare in prospettiva sociologica lo studio di un fenomeno contemporaneo complesso e di grande rilievo sul piano analitico. A ciò si coniuga una discussione di matrice socio-giuridica intorno alle dimensioni normative che possono incidere sulle pratiche dell’inclusione o dell’esclusione di una categoria sociale particolarmente esposta alla vulnerabilità</p> Giulia Messere Maria Letizia Zanier ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-05-29 2024-05-29 21 1 10.6093/2421-0528/10956 Le donne seguono. Cittadinanza di sangue ed emigrazione femminile nel codice dell’Italia liberale. Una riflessione http://www.serena.unina.it/index.php/dperonline/article/view/10957 <p>L’Italia liberale affronta i processi migratori, europei ed extracontinentali, condizionata dalla politica della cittadinanza fondata sul modello ius sanguinis. Il valore tradizionale del sangue fu scelto come fondativo della cittadinanza liberale e dell’ordine familiare diseguale per ragioni identitarie e di State building. In particolare, gli italiani migranti (adulti e minori) non ebbero garanzie e protezione da parte della madre patria ma doveri ed obblighi da rispettare come quello alla leva obbligatoria. Spesso, il modello dello ius sanguinis creò loro una condizione critica: stranieri nei paesi di migrazione e sospetti per l’Italia. In questo contesto, le donne italiane seguirono le politiche familiari di migrazione perché prive di autonomia giuridica ex codice civile 1865. Tuttavia, inaspettatamente, gli esiti delle migrazioni femminili furono di emancipazione. Le donne emigrate sperimentarono difficoltà ma anche autonomia e riconoscimenti salariali importanti, come nel caso delle balie. Le donne rimaste sole in Italia assunsero compiti e ruoli volti all’esterno della famiglia per l’assenza maschile anche nella gestione patrimoniale con sempre maggiore presenza anche nello spazio pubblico</p> Ninfa Contigiani ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2024-05-29 2024-05-29 21 1 10.6093/2421-0528/10957