Eikonocity. Storia e Iconografia delle Città e dei Siti Europei http://www.serena.unina.it/index.php/eikonocity <p style="margin: 4pt 0cm 9pt; line-height: normal;"><strong><span style="color: #e36c30; font-family: 'Myriad Pro',serif; font-size: 33pt;">C</span></strong><strong><span style="font-family: 'Myriad Pro',serif; font-size: 16pt;">ALL FOR PAPERS - EIKONOCITY&nbsp;1 | 2023 | ISSN 2499-1422</span></strong></p> <p style="margin: 4pt 0cm 9pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-family: 'Myriad Pro',serif; font-size: 16pt;"><strong><span style="font-family: 'Myriad Pro',serif; font-size: 10pt;">Termine ultimo per l’invio delle proposte 15/9/2022</span></strong></span></strong></p> <p>La rivista raccoglie studi e ricerche in materia di Iconografia e Cartografia storica urbana e Immagine del Paesaggio di ambito italiano ed europeo, promossi dal Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea dell’Università Fridericiana ed è anche organo dell’Associazione culturale Eikonocity. Tali studi rispettano le linee guida ministeriali per i diversi ambiti disciplinari che la rivista racchiude. Gli argomenti trattati si allineano con le direttive delle comunità scientifiche e delle pubbliche istituzioni in ambito nazionale e internazionale.&nbsp;<a href="https://doaj.org/search?source=%7B%22query%22%3A%20%7B%22filtered%22%3A%20%7B%22filter%22%3A%20%7B%22bool%22%3A%20%7B%22must%22%3A%20%5B%7B%22term%22%3A%20%7B%22_type%22%3A%20%22journal%22%7D%7D%5D%7D%7D%2C%20%22query%22%3A%20%7B%22query_string%22%3A%20%7B%22query%22%3A%20%22eikonocity%22%2C%20%22default_operator%22%3A%20%22AND%22%7D%7D%7D%7D%7D#.WoavuEmouUk" target="_blank" rel="noopener"><span lang="EN-US" style="font-family: 'Myriad Pro',serif; font-size: 13pt; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS'; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-language: AR-SA;">La rivista è inclusa in DOAJ - Directory of Open Access Journals </span></a></p> <p>&nbsp;</p> it-IT Eikonocity. Storia e Iconografia delle Città e dei Siti Europei 2499-1422 <p>Eikonocity&nbsp;pubblica in internet, ad accesso aperto, con licenza: </p> <table width="100%"> <tbody> <tr> <td width="82"> <p style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><img width="80" height="15" alt="cc-by-80x15_80" src="http://www.serena.unina.it/public/site/images/admin/cc-by-80x15_80.png"></p> </td> <td><em><a href="http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/" target="_blank" rel="noopener">CCPL Creative Commons Attribuzione 4.0</a></em></td> </tr> </tbody> </table> <p>L'autore conserva il copyright sul suo contributo, consentendo tuttavia a chiunque "di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare l'opera", purché siano correttamente citati l'autore e il titolo della rivista. L’autore, al momento della proposta di pubblicazione, è inoltre tenuto a dichiarare che il contenuto e l’organizzazione dell’opera è originale e non compromette in alcun modo i diritti di terzi, né gli obblighi connessi alla salvaguardia di diritti morali ed economici di altri autori o di altri aventi diritto, sia per testi, immagini, foto, tabelle, sia per altre parti di cui il contributo può essere composto. L’autore dichiara altresì di essere a conoscenza delle sanzioni previste dal codice penale e dalle leggi speciali per l’ipotesi di falsità in atti ed uso di atti falsi, e che pertanto&nbsp;Eikonocity è esente da qualsiasi responsabilità di qualsivoglia natura, civile, amministrativa o penale, e sarà dall'autore tenuta indenne da qualsiasi richiesta o rivendicazione da parte di terzi.</p> V.7 N.1 (2022) http://www.serena.unina.it/index.php/eikonocity/article/view/9311 <p>Testo</p> ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2022-07-08 2022-07-08 1 126 10.6093/2499-1422/9311 Editoriale http://www.serena.unina.it/index.php/eikonocity/article/view/9304 <p>editoriale</p> Annunziata Berrino Alfredo Buccaro ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2022-07-06 2022-07-06 7 8 10.6093/2499-1422/9304 La arquitectura cisterciense a través del ejemplo del Monasterio de Melón. Etapas, formas y relaciones http://www.serena.unina.it/index.php/eikonocity/article/view/8747 <p>&nbsp;</p> <p>Uno dei monasteri più importanti dell'Ordine dei Cistercensi nella provincia di Ourense è quello di Santa María de Melón, un gruppo che rivela, nonostante il suo stato di rovina, le varie vicende che l'Ordine ha attraversato nel tempo, dai suoi inizi al suo declino. È il loro stato di abbandono, e il loro carattere di rovina, per molti anni, che ha trasformato questo centro religioso in un'opera importante per comprendere la realtà dei diversi spazi monastici della nostra Regione.</p> Begoña Fernández Rodríguez ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2022-07-06 2022-07-06 9 24 10.6093/2499-1422/8747 El Paseo de la Explanada de Barcelona (1797-1802). La apertura de la ciudad al urbanismo moderno europeo http://www.serena.unina.it/index.php/eikonocity/article/view/8676 <p>Nel 1797, su richiesta del capitano generale di Catalogna, fu progettata a Barcellona una passeggiata alberata all?altezza dell?attuale stazione di Francia. Fu ristrutturato nel 1802 in occasione della visita di Carlo IV e Maria Luisa di Parma e per molti anni fu considerato il primo giardino pubblico della città. L?antico tracciato, di notevole estensione, continua oggi attraverso<br> un percorso che si conclude molto vicino al parco della fortezza militare della Cittadella.</p> Laura García Sánchez ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2022-07-06 2022-07-06 25 41 Paesaggi montani del Sud Italia nel Novecento. Il Villaggio turistico Mancuso: dal legno all’opera muraria http://www.serena.unina.it/index.php/eikonocity/article/view/8481 <p>Il Villaggio Mancuso, costruito a partire dal 1929, è il primo esempio di villaggio alberghiero in Calabria costruito interamente in legno e costituisce un complesso storicizzato e identitario della Sila catanzarese. Ideato per accogliere i turisti nella stagione estiva, il villaggio comprendeva differenti strutture residenziali in grado di soddisfare diversificate modalità di soggiorno per la villeggiatura. Il complesso costituisce un esempio di <em>Heritage Community</em> poiché la popolazione locale gli riconosce ancora, pur nell’abbandono attuale, un significativo ruolo nell’ambito delle iniziative locali. L’articolo propone un approfondimento relativo all’inedito piano di ampliamento progettato dall’Enitea e dall’Ente Provinciale del Turismo di Catanzaro nel dopoguerra, nel quale si prevedeva di sostituire gli immobili in legno con strutture in opera muraria.</p> Angela Quattrocchi ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2022-07-06 2022-07-06 43 58 10.6093/2499-1422/8481 Le case operaie delle Manifatture Cotoniere Meridionali a Napoli di Camillo Guerra. Un’architettura per il paesaggio / Manifatture Cotoniere Meridionali housing in Naples by Camillo Guerra. An architecture for the landscape http://www.serena.unina.it/index.php/eikonocity/article/view/8636 <p>La realizzazione dell’edificio per residenze operaie progettato da Camillo Guerra nel 1937 per le Manifatture Cotoniere Meridionali è un caso molto significativo nel panorama dell’edilizia popolare napoletana per due principali motivi: è forse l’unico quartiere operaio in quegli anni realizzato da un’impresa privata e non dallo Stato; è un progetto studiato per creare un legame indissolubile con il paesaggio circostante.</p> <p>Le case operaie delle MCM sorsero in via don Bosco in un’area panoramica collinare sovrastante la zona industriale di Poggioreale, dove si trovava lo stabilimento napoletano della fabbrica tessile. L’edificio residenziale presenta una planimetria di grande interesse, ‘scalettata’ è rivolta al panorama. L’effetto a scala della pianta viene mantenuto anche in alzato, sfruttando la pendenza del terreno. I blocchi scala costituiscono l’elemento di cerniera tra i diversi volumi, funzione rimarcata dalla loro maggiore altezza. La grande dimensione, la simmetria nonostante la semplicità dei prospetti conferiscono al complesso un aspetto monumentale. Lo spazio centrale è destinato al panoramico giardino. La pianta tipo è il frutto dell’attento studio di Guerra per aggregare diversi tipi di alloggi minimi, che sfrutta al massimo lo spazio interno, in tal senso il progetto è paragonabile ai tipi proposti funzionale alle esigenze abitative e leggibile grazie anche al sito, su cui sorge, vincolato alla presenza del vicino cimitero. Da poco è possibile accedere all’Archivio Camillo Guerra, recentemente ordinato, dedicato alla documentazione pervenuta prima all’Istituto di Architettura Tecnica della Facoltà di Ingegneria di Napoli, poi al Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale - DICEA dell’Università di Napoli Federico II, grazie agli eredi Guerra. Nello specifico si conservano le numerose proposte dell’architetto per le case MCM nel tentativo di raggiungere la migliore soluzione per esaltare il rapporto tra il luogo e le case operaie; si ritiene dunque di poter dare un ulteriore contributo alla lettura di questo monumentale edificio che sfrutta il luogo su cui sorge accompagnando il colle degradante e creando un rapporto osmotico tra costruito e natura antropizzata.</p> Francesca Capano Raffaele Amore ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2022-07-06 2022-07-06 59 95 10.6093/2499-1422/8636 Il sito archeologico di Pompei nel secondo dopoguerra: la direzione di Amedeo Maiuri e il turismo http://www.serena.unina.it/index.php/eikonocity/article/view/8658 <p>La lunga direzione degli scavi di Pompei di Amedeo Maiuri dal 1924 al 1961 fu la più proficua non solo per la conduzione degli scavi, per gli studi, ma anche per la fruizione turistica.</p> <p>Accanto all’attività di scavo, il Maiuri affiancò un’altrettanto prolifica opera di divulgazione, che suscitarono intorno a Pompei un crescente e largo interesse.</p> <p>L’intensa attività di scavo proseguì fino al 1961, testimoniata dalle cartoline di Pompei, conservate presso la Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, prodotte in un momento in cui erano diffuse ampiamente le immagini a colori e Pompei fu trasformata in un vero e proprio museo a cielo aperto.</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> Carmela Ariano ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2022-07-06 2022-07-06 97 117 10.6093/2499-1422/8658 Letture & Ricerche http://www.serena.unina.it/index.php/eikonocity/article/view/9307 <p>Rubrica a cura di Alessandra Veropalumbo</p> Alessandra Veropalumbo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by/4.0 2022-07-06 2022-07-06 119 126