‘All the world’s a screen’: l’immagine frattale come strumento di controllo sul mondo nel cinema di Steven Spielberg

Parole chiave: Spielberg, Fabelmans, frattalità, classicità, post-modernismo

Abstract

Il saggio analizza come il frazionamento del frame e la sua partizione in sotto-immagini vengano utilizzati da Steven Spielberg, non solo come espediente di enunciazione narrativa ma anche come parte integrante di un discorso sull’immagine cinematografica e la sua capacità di essere strumento di comprensione e conoscenza del ‘reale’. L’articolo compie un’analisi attraverso la filmografia del regista dimostrando come la sua opera autobiografica The Fabelmans sia allo stesso tempo un’esplicitazione e un punto di arrivo di un percorso di ripensamento sul rapporto tra soggetto/immagine/mondo che si dispiega per tutta la sua carriera. La categoria di ‘immagine frattale’ viene quindi adoperata per enucleare un aspetto centrale della messa in scena di Spielberg poiché manifesta l’elaborazione teorica del regista e permette di collocarlo come figura intermedia tra classicità e post-modernismo.

Downloads

Download data is not yet available.

Biografia dell'Autore

Carlo Ugolotti, Università di Parma/Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma

Carlo Ugolotti ha conseguito nel 2017 il titolo di dottore di ricerca in Storia presso l’Università di Torino, al momento sta svolgendo un secondo dottorato di ricerca in Cinema, fotografia e televisione presso l'Università di Parma. Collabora con l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma e, dal 2020 al 2022, è stato Postdoctoral fellow presso la Bibliotheca Hertziana-Istituto Max Planck per la Storia dell’Arte a Roma. Si occupa del rapporto tra cinema e società, tra storia e immaginario e tra cinema e spazio urbano, con un particolare focus sugli Stati Uniti e l’Italia. Tra le sue pubblicazioni: La Giungla d’asfalto. L’influenza della mitologia populista antiurbana nel crime film hollywoodiano (1905-1929), in V. Coladonato, A. Sangiovanni (a cura di), Cinema e populismo. Modelli e immaginari di una categoria politica (Rubbettino, Soveria Mannelli [CZ], 2019); Il campo PG122: una storia di cinema e prigionieri, in M. Minardi (ed.), Prigionieri in Italia: Militari alleati e campi di prigionia (1940-1945) (MUP, Parma 2021); Mulholland Drive: ovvero della distruzione dello statuto d’autorità dell’immagine in Franco Lonati (ed.), “We don’t stop here”: 20 anni di Mulholland Drive (QuiEdit, Verona, 2022).

Pubblicato
2023-12-15
Come citare
UgolottiC. (2023). ‘All the world’s a screen’: l’immagine frattale come strumento di controllo sul mondo nel cinema di Steven Spielberg. SigMa - Rivista Di Letterature Comparate, Teatro E Arti Dello Spettacolo, (7), 376-402. https://doi.org/10.6093/sigma.v0i7.10532