Lo schermidore lirico. La logica della dissacrazione nell’opera poetico-narrativa di Valentino Zeichen

  • Massimiliano Pecora Centro Alti Studi Sisyphus-Biblioteca Lavinium
Parole chiave: schermidore, Valentino Zeichen, poesia, isomorfismo intensionale, La sumera

Abstract

La pubblicazione postuma di Diario 1999 ha offerto un nuovo impulso critico all’opera di Valentino Zeichen. Nella forma del journal intime vengono a confermarsi i caratteri di una precisa posizione epistemica e antropologica. Battezzata come epigrammatica a causa di una forzatura di cui non fu immune lo stesso poeta – sia sufficiente citare la silloge Neomarziale (2006) – l’intera produzione di Zeichen è impegnata in una severa ricognizione delle mondanità e delle forme della convenienza sociale attraverso l’esercizio di tutti i generi della rappresentazione artistica: dalla poesia al radiodramma, dal teatro al romanzo. L’analisi comparativa delle opere letterarie e dei testi drammaturgici e radiofonici può constatare quanto il nostro autore abbia delibato le forme del motto di spirito per poi prediligere una sorta di scherma linguistica tra i materiali allotrii alla lirica e le complesse analisi della frizione che insiste tra Gemeinschaft e Gesellschaft, tra vicende della storia contemporanea e squallide piccolezze della quotidianità. Declinando in senso etnografico la lezione di Michel de Certeau – lo dimostra, da ultimo, l’ipertesto filmico di Passeggiate romane –, Zeichen inventa un particolare meccanismo espressivo che rende tanto più evidente l’isomorfismo intensionale della scrittura quanto meno probabile la completa accondiscendenza verso l’estemporaneo esercizio divagatorio degli Aforismi d’autunno (2010). A infortire queste considerazioni contribuisce il processo variantistico che insiste tra il romanzo Tana per tutti (1983) e la sua riedizione del 2015 (La sumera). I due testi, concepiti già negli anni Settanta, non solo richiamano i motivi precipui delle raccolte pubblicate tra il 1974 e il 2000, ma esplicitano un procedimento teso a descrivere, per via dilemmatica, quelle impercettibili e involontarie violazioni della contrainte, dietro alla quale si mascherano i soggetti e gli interlocutori della personale galleria del poeta di Fiume.

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Biografia dell'Autore

Massimiliano Pecora, Centro Alti Studi Sisyphus-Biblioteca Lavinium

Massimiliano Pecora è dottore di ricerca in Letterature comparate. Insegna Lingua e Letteratura italiana e Latino nei Licei. È autore della monografia La parola che guarda. Forme della descrizione (Archetipo, Bologna 2011). Ha pubblicato su riviste scientifiche saggi di critica storico-letteraria e stilistica su autori del Settecento e Ottocento, dedicando i suoi studi, in larga parte, a Umberto Saba, Roberto Longhi, Ardengo Soffici, Filippo de Pisis, Sandro Penna e altri autori del primo e del secondo Novecento italiano. Ha lavorato sulle forme della metrica neoclassica attraverso l’analisi delle opere di Giovanni Pascoli e di Gabriele d’Annunzio. È direttore responsabile dell’attività pubblicistica del Centro di Alti Studi Sisyphus-Biblioteca Lavinium del Comune di Pomezia.

Pubblicato
2019-12-27
Come citare
Pecora, M. (2019). Lo schermidore lirico. La logica della dissacrazione nell’opera poetico-narrativa di Valentino Zeichen. SigMa - Rivista Di Letterature Comparate, Teatro E Arti Dello Spettacolo, (3), 353-373. https://doi.org/10.6093/sigma.v0i3.6552
Fascicolo
Sezione
Sezione monografica I