Oggi densità e multifunzionalità, sebbene ritenute idonee per raggiungere auspicati obiettivi di sostenibilità e sviluppo economico-sociale, cominciano a confrontarsi, nella riflessione di chi teme il “rischio città”, con ipotesi di ritorno a configurazioni insediative meno dense, ereditate dal passato. Allo stesso modo, la strutturazione multipolare del territorio antropizzato verso cui si sono orientate recenti esperienze di pianificazione d’area vasta, focalizzata sull’efficiente utilizzo del trasporto collettivo, suscita le critiche di chi rievoca modelli che propendono per autonomia ed autosufficienza in ragione dell’elevato sistema di relazioni che ne caratterizza il funzionamento e la conseguente fragilità al pericolo pandemico. La tecnica urbanistica si presenta come un corpo disciplinare abbastanza statico, dove si riconosce una limitata presenza dell’innovazione che potrebbe venire dalla ricerca né, da solo, potrebbe esaurire il campo della teoria dell’urbanistica. Il risultato di questa carenza si manifesta nella difficoltà a discutere in termini generali ed astratti, l’unico terreno dove si possono trovare delle convergenze e sintesi. Gli articoli raccolti per questo numero di BDC si collocano in questo punto. È evidente, infatti, che si richieda di ripensare il sistema di pianificazione, esigenza per la quale i contributi qui raccolti potrebbero portare qualche utile effetto.

Pubblicato: 2021-04-11

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