Il ruolo della fotografia alleata nella ricostruzione postbellica italiana. Dall’Allied Military Government all’American Committee for the Restoration of Italian Monuments

  • Giovanna Russo Krauss Università di Napoli Federico II

Abstract

È noto che la ricostruzione postbellica italiana beneficiò ampiamente di larghe donazioni da parte degli Stati Uniti d’America: se il Piano Marshall, a partire dal 3 aprile 1948, contribuì alla ripresa economica europea, è anche vero che l’influenza dell’esercito alleato nel campo del restauro ebbe inizio già nel corso del conflitto, durante la lunga liberazione della Penisola.

Già tra il 1943 e il 1945, infatti, la Sottocommissione Alleata ebbe la responsabilità di curare le operazioni di primo soccorso dei monumenti nei territori di sua giurisdizione, effettuando lavori che le soprintendenze italiane non erano in condizione di realizzare e contribuendo così alla salvezza di moltissimi monumenti che altrimenti, in attesa di interventi definitivi, sarebbero crollati. Il progressivo ritorno alla giurisdizione italiana dei territori liberati non pose però fine all’influenza alleata: mentre la guerra volgeva al termine e la Sottocommissione si preparava a lasciare il paese, infatti, lo Stato italiano, rimettendo insieme i pezzi di quel puzzle che era stata l’Italia dopo il 1943, prese consapevolezza dell’enorme mole di lavoro che lo attendeva per gli anni a venire. L’esiguità delle risorse, a fronte della vastità delle operazioni necessarie, rese immediatamente chiaro che l’Italia non avrebbe potuto occuparsi da sola di questo compito e che era indispensabile studiare nuove strategie di finanziamento. Fin dal 1944 Giorgio Castelfranco, Modestino Petrozziello, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Carlo Ludovico Ragghianti, i ministri competenti e con loro tanti altri esperti, studiosi e appassionati, riconobbero nel ricco alleato americano la risorsa migliore per sopperire alle difficoltà dell’Amministrazione artistica, coltivando rapporti amichevoli con gli ufficiali che nel corso del conflitto avevano lavorato al loro fianco e collaborando con questi nella ricerca di donazioni oltreoceano per il restauro e la ripresa artistica.

In questo processo grande importanza ebbe l’uso della documentazione fotografica, la quale, vista la carenza di risorse delle soprintendenze, fu quasi interamente affidata al governo militare alleato e ad alcuni reporter statunitensi inviati in Italia per testimoniarne le pesanti distruzioni subite dal patrimonio monumentale. Un ricco apparato fotografico venne quindi usato per sensibilizzare la popolazione, in Italia e soprattutto all’estero, al fine di incrementare la raccolta fondi.

Il paper analizzerà quindi il ruolo della fotografia alleata nella ricostruzione artistica italiana del secondo dopoguerra, a partire dalle foto degli ufficiali della Subcommission For Monuments and Fine Arts e del fotografo della rivista Life George Silk, proseguendo con la collaborazione tra Frederick Hartt, Richard Offner, Bianchi Bandinelli e Ragghianti, tra il 1945 e il 1947, per l’avvio di una campagna di raccolta fondi, che, iniziata con la pubblicazione di numerosi articoli, ricchi di fotografie, culminò il 17 ottobre 1946 con l’inaugurazione della Mostra dei monumenti italiani danneggiati dalla guerra e la pubblicazione del relativo catalogo, il noto volume Cinquanta monumenti italiani danneggiati dalla guerra. Nel tracciare questo percorso sarà quindi messa in evidenza l’influenza che la posizione storiografica ed estetica di matrice statunitense, veicolata e diffusa grazie all’uso della fotografia, ebbe nei cantieri di restauro dell’immediato dopoguerra, laddove spesso l’immagine della singola opera era più importante dell’entità del danno o del numero dei monumenti colpiti. Si illustrerà altresì la volontà del governo statunitense di mostrare, a fini propagandistici, i risultati dei suoi aiuti economici su un patrimonio che essi stessi avevano danneggiato, condizionando le soprintendenze, spinte ad intraprendere restauri eccezionali e ampi ripristini.

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Pubblicato
2017-12-29
Come citare
Russo Krauss, G. (2017). Il ruolo della fotografia alleata nella ricostruzione postbellica italiana. Dall’Allied Military Government all’American Committee for the Restoration of Italian Monuments. Eikonocity. Storia E Iconografia Delle Città E Dei Siti Europei, 2(2), 41-55. https://doi.org/10.6092/2499-1422/5220
Sezione
Articoli